Una piccola premessa: sono convinto che il 99% delle volte il denaro raccolto tramite l’imposizione fiscale starebbe meglio nelle tasche di chi l’ha prodotto con il proprio lavoro, e qualsiasi nuova voce di spesa pubblica viene e verrà sempre accolta da me con un “non preferiresti dei deliziosi cerali Cheerios?”
Tuttavia, in questi giorni è uscita la notizia che il Governo giallo-verde ha intenzione di stanziare degli sgravi fiscali per le spese legate alla festa di matrimonio.
E sono qui per dire che, probabilmente, è uno dei migliori utilizzi di denaro pubblico (se non IL migliore) che ho visto negli ultimi 10 anni.

Il matrimonio è un istituto singolare: è probabilmente il più antico istituto giuridico ancora esistente, e possiamo tranquillamente sostenere che è uno degli elementi che ha permesso la nascita della Civiltà. La monogamia, inoltre, è un comportamento che si è dimostrato, nel corso dei millenni, come evolutivamente vincente: nasce indipendentemente in più zone della Terra e soppianta modelli di società poligamici che, inizialmente, coesistevano con quelli monogamici. Ed il perchè ce lo spiega la Ricerca: una persona sposata, innanzitutto, ha un’aspettativa di vita maggiore, ed è meno incline ad ammalarsi. In particolare, c’è una probabilità del 50% inferiore di avere Alzheimer e Parkinson; una maggiore resistenza contro il cancro alla prostata per gli uomini (😉), una mortalità dimezzata per malattie cardiovascolari e perfino un recupero maggiore in seguito a traumi fisici.

Si hanno effetti positivi anche sulla salute mentale: chi è sposato ha un rischio inferiore di cadere in depressione, di tentare il suicidio, riporta livelli superiori di felicità, ha un maggiore autocontrollo e meno probabilità di sviluppare dipendenze. Un uomo sposato, inoltre, tende a guadagnare di più rispetto ad un uomo single (per le donne, invece, il matrimonio non sembra avere effetti sul reddito).

Gli effetti benefici del matrimonio, infine, si vedono anche nei figli: un adolescente che vive in una coppia sposata riporta tassi di felicità più alti del 10% rispetto ad un adolescente che vive in situazioni familiari differenti. E’ quello meno a rischio di abusi, ha probabilità inferiori di tentare il suicidio, di sviluppare dipendenze, maggiori successi lavorativi da adulto.

Delle stime paragonano la somma degli effetti del matrimonio sulla salute agli effetti che ha un aumento del salario annuo di 100.000$, e già questo potrebbe giustificare la volontà di sussidiare, in qualche modo, l’istituto del matrimonio. Alcuni, come Jordan Peterson, arrivano ad affermare che sposarsi è la singola migliore scelta che un under 30 può fare per migliorare le proprie condizioni di vita – più di qualsiasi formazione accademica. E tutto questo senza nemmeno considerare i benefici demografici che porta con sè il matrimonio. Ma ciò che rende particolarmente corretto questo sgravio è che il matrimonio ha effetti benefici proprio perchè formale: non basta, quindi, trovare una compagna o un compagno e vivere in more uxorio (anche se, rispetto al vivere una vita da single, anche così ci sono benefici), ma è necessaria la cerimonia, per massimizzare gli effetti positivi. Ben venga, quindi, lo sgravio matrimoniale, piuttosto che maggiori risorse alla Cassa Integrazione o al Reddito di Cittadinanza. Fermo restando che, comunque, la cosa migliore da fare con i soldi pubblici sono tagli alle tasse e riduzione del debito.

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