Familismo Amorale.
Leggendo alcuni dei commenti, ormai diventati famosi, dei “trombati” del reddito di cittadinanza (e se non li avete visti, ve ne pubblico qualcuno qui), continuavano a venirmi in mente queste due parole.

Più interessante, come avete fatto finora?

“Familismo amorale” è un concetto sociologico inventato negli anni ’50 per indicare una situazione abbastanza specifica: quella in cui un individuo tende a massimizzare unicamente i vantaggi materiali di breve termine della propria famiglia (più o meno allargata), supponendo che tutti quanti si comportino allo stesso modo.

Caro Di Maio, pacta sun servanda


Il “familismo amorale” è l’umarell che parcheggia in doppia fila per portare a scuola i bimbi. E’ lo statale che fa favori al negoziante in cambio di due cestini di fragole, o il cognato in motorizzazione che fa la patente a tutta la famiglia senza fargli fare l’esame. Si tratta, sostanzialmente, di un contenitore per tutti quei comportamenti socialmente deleteri che hanno pochi vantaggi anche per chi li compie, ma che sopravvivono e possono esistere solo in un contesto dove tutti quanti si comportano in quel modo. E’ un fenomeno che ha genesi piuttosto complesse, ma generalmente tende a comparire quando nelle società è assente una cultura comune che “rassicuri” sul fatto che il vicino di casa non sposti il confine del terreno appena smetto di controllarlo a vista.

“così fan tutti”


In questi anni, in cui abbiamo visto nascere e crescere l’unica vera novità politica degli ultimi 30 anni, il Movimento 5 Stelle, non mi era ancora chiara la radice del suo successo; di certo non era la richiesta di legalità, che non è una battaglia politica e che non sposta tanti voti. Tuttavia era difficile individuare tratti riconducibili alle grandi famiglie politiche dell’Occidente. Fino a quando, ieri, non mi sono reso conto dell’impatto avuto dal Reddito di Cittadinanza nei contesti sociali in cui è più forte il familismo amorale; le fasce di popolazione a più bassa scolarizzazione residenti tendenzialmente nel centro-sud. Il Reddito di Cittadinanza, sembra far leva proprio su questa anticultura politica, su quest’assenza di un’idea unificante della società; non avendo la minima fiducia nè nello Stato nè nel resto della società, il familista amorale tenta di massimizzare il vantaggio a breve per i suoi. E quale vantaggio più grande ci può essere se non cash in cambio di nulla? A morte Sansone e tutti i filistei: chissenefrega se il mio Reddito di Cittadinanza rischia di aumentare il debito pubblico, o la pressione fiscale. La società, per lui, non esiste, e quindi non ha nessun motivo per agire per garantirne la sopravvivenza. Ed in quest’ottica inizia anche ad avere senso il tema apparentemente paradossale della legalità; il familista amorale presuppone che tutti quanti non rispettino le norme della società e quindi, in cambio del suo sostegno ad una qualche parvenza di cultura politica, ritiene come condicio sine qua non il fatto che “gli altri”, dal vicino fino al partito politico, vengano obbligati in punta di fucile a rispettare le regole, visto che è l’unico modo in cui può concepire che qualcuno rispetti le regole.

C’è un problema, però: il meccanismo, ieri, si è rotto. Il Movimento 5 Stelle, forse non totalmente cosciente di chi fossero i suoi elettori, forse per mere ragioni di bilancio, forse perchè, romanticamente, non ha portato a casa abbastanza, come è evidente dalle reazioni che vedete qui attorno. Credo ciò avrà tre conseguenze: la prima è un rafforzamento del familismo amorale, di un rinnovato rifiuto verso la vita sociale perchè tanto “sono tutti uguali”. La seconda sarà un (ovvio) calo del consenso dei 5 Stelle. La terza saranno le lupare: perchè, un po’ come gli Stark, “il Sud non dimentica”.

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